ECONOMIA

Il settore energetico sudafricano

10 Lug 2010 | BY MASSIMO CORSINI     

Il Sudafrica è la principale potenza politica dell’Africa subsahariana, portavoce dei PVS, mediatore delle crisi africane e capofila all’interno della NEPAD e del G20.

L’aumento dei prezzi di petrolio e gas, la crescente dipendenza dai fornitori esterni e la comparsa del problema del surriscaldamento del pianeta hanno tuttavia avviato un acceso dibattito interno sulla necessità di una politica energetica strategica e coerente, nella consapevolezza che l’attuale deficit energetico rappresenta un forte freno allo sviluppo del Paese, impegnato nell’attuazione di difficili riforme sociali, economiche ed infrastrutturali che già risentono dell’indecisa politica del governo Zuma.

In un contesto di incertezza globale, Pretoria ha approvato l’Energy Efficiency Strategy (EES) 2014, orientato allo sviluppo sostenibile del settore energetico, oltre alla minimizzazione dell’impatto ambientale provocato dalle esternalità negative, così come richiesto dagli ultimi impegni internazionali assunti dalla Nazione Arcobaleno, primo fra tutti il protocollo di Kyoto. Ne sono cardini lo sviluppo di tecnologie del carbone pulito e lo sfruttamento di risorse rinnovabili come l’idroelettricità e l’energia solare. Attualmente, oltre l’80% dell’elettricità prodotta in Sudafrica è di origine termica (carbone 79%, petrolio 10% e gas 2%), mentre il nucleare e le energie rinnovabili sfiorano rispettivamente il 3% e 7%. L’EES si articola in otto obiettivi, raggruppabili in termini di sostenibilità economica, sociale ed ambientale, che spaziano dalla maggiore produzione interna alla crescita occupazionale, dallo sviluppo industriale alla riduzione delle emissioni nocive. Essendo l’energia sostenibile essenzialmente una questione trasversale, essa sarà inserita in politiche di sviluppo più ampie, come lo sviluppo rurale, le tecnologie della comunicazione e dei trasporti, la sanità.

Il primo obiettivo dell’EES 2014 è la crescita della competitività industriale nazionale. Crescita che deve necessariamente inquadrarsi all’interno dell’area regionale. L’economia del Sudafrica rappresenta infatti circa la metà del PIL dell’intera Africa subsahariana e oltre il 75% del PIL dei 14 Paesi appartenenti alla Southern Africa Development Community (SADC). L’energia rappresenta un punto cruciale non solo per la vivace economia sudafricana, ma anche e soprattutto per lo sviluppo dell’intera Africa australe, in vista di una riduzione della povertà in linea con gli obiettivi dello sviluppo durevole e della progressiva integrazione dei Paesi SADC nell’economia mondiale. Gli stessi Obiettivi di Sviluppo del Millennio 2015 sono raggiungibili solo in presenza di una fornitura di servizi energetici sufficienti, abbordabili e sostenibili.

All’interno dell’Africa subsahariana la Comunità per lo Sviluppo dell’Africa Meridionale ha globalmente registrato nel corso degli ultimi dieci anni significativi tassi di crescita, trainata da Paesi come il Sudafrica e l’Angola. L’armonizzazione economica è il primo step verso la creazione di un mercato comune entro il 2015 fondato sulla libera circolazione delle persone, capitali e merci. Lo sviluppo economico e sociale presuppone un ampio accesso a prodotti energetici adeguati, ma una parte notevole e talvolta crescente della popolazione non ha tale privilegio.

E’ quindi avvertita come necessaria una cooperazione regionale che ponga in particolare l’accento sulla programmazione nel settore dell’energia, sulle azioni intese a realizzare le nuove strategie e a garantirne un utilizzo razionale, lo sfruttamento dell’intero potenziale energetico e la promozione economicamente e tecnicamente appropriata di fonti nuove e rinnovabili, oltre a sviluppare l’autosufficienza dei singoli paesi SADC. Uno degli obiettivi dovrà sicuramente essere quello della diversificazione degli approvvigionamenti energetici e la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili importati, mediante il ricorso a risorse energetiche interne, oltre al miglioramento dell’efficacia della distribuzione e dell’utilizzo dell’energia in tutte le sue forme. Sarà quindi essenziale riconoscere l’importanza della società civile e dei partenariati tra i vari operatori, primi fra tutti le amministrazioni pubbliche, il settore privato e i finanziatori.

Per quanto riguarda invece il campo della protezione dell’ambiente e dello sfruttamento-gestione sostenibili delle risorse naturali, dovrà essere introdotto il principio della sostenibilità in tutti i suoi aspetti, oltre ad istituire o potenziare le capacità scientifiche, tecniche, umane ed istituzionali. Possibili soluzioni alle attuali questioni della sicurezza, volatilità dei prezzi e cambiamento climatico possono essere il miglioramento dell’efficienza energetica, la completa realizzazione del mercato interno e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.

 

 

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