ECONOMIA

Il crack di Dubai a tutto vantaggio della vicina Abu Dhabi

07 Mar 2010 | BY VIVEK JOHN CHERIAN     

Dubai è una di quelle città che hanno saputo colmare in maniera significativa la distanza tra la cultura islamica tradizionale e l’approccio cosmopolita del multiculturalismo.

Destinata, grazie alle sue coordinate geografiche, a diventare un nodo di transito internazionale, Dubai ha conosciuto un’incredibile sviluppo nell’arco di appena trent’anni. Dubai è una di quelle città che hanno saputo colmare in maniera significativa la distanza tra la cultura islamica tradizionale e l’approccio cosmopolita del multiculturalismo. Destinata, grazie alle sue coordinate geografiche, a diventare un nodo di transito internazionale, Dubai ha conosciuto un’incredibile sviluppo nell’arco di appena trent’anni. Tradizionalmente, Dubai è sempre stata un approdo commerciale e continua tuttora a funzionare come il più grande punto di transito navale del Medio Oriente. Un centro finanziario giovane destinato a diventare un “hub globale” per i capitali finanziari. Grazie allo sviluppo del settore immobiliare, della finanza e del turismo, l’economia di Dubai, orientata ai servizi, appariva in crescita costante, quasi incontenibile.
Tuttavia, la crisi economica globale ha raggiunto pesantemente anche “la perla del Golfo”. I prezzi degli immobili sono crollati; progetti ambiziosi sono stati congelati; le banche hanno ridotto il credito; i mercati finanziari sono entrati in agitazione come conseguenza degli eccessi finanziari degli anni scorsi. Dubai ha da sempre finanziato il proprio futuro chiedendo denaro in prestito. Le isole artificiali; l’hotel a sette stelle; l’ippodromo più grande del mondo; il grattacielo più alto; la metropolitana; il festival globale dello shopping; i centri commerciali ben collegati con voli della Emirates Airlines proiettavano Dubai tra i luoghi da visitare, dove investire e nei quali vivere.
Nella recente crisi del debito, quando Dubai World, una delle più grandi società controllate dallo Stato, ha chiesto una dilazione di pagamento per ripagare i bond, Abu Dhabi, città vicina e ricca di petrolio, ha dovuto venirle in soccorso. La visione miope degli investitori è stata dissipata quando il Governo di Dubai ha separato la ricchezza governativa dai debiti di Dubai World. I ricchi leader di Abu Dhabi hanno deciso che sarà la Banca centrale ad aiutare Dubai a risollevarsi dalla crisi. L’immagine potente e sicura che Dubai era riuscita a crearsi è stata parzialmente danneggiata. Quando vi sarà la ripresa, Dubai produrrà ancora ricchezza grazie agli immobili, al turismo, al commercio e alla finanza; ma fino ad allora Abu Dhabi manterrà un saldo controllo sulla “perla del Golfo”.

 

 

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