Di fronte alla crisi economica e grazie alle politiche governative, in tutto il Paese si investe nel cosiddetto low-carbon.
Dalle rinnovabili all’efficienza energetica, dall’edilizia alla mobilità sostenibile, Pechino è in prima linea nella lotta al global warming nonostante la Cina resti il maggior emettitore di gas serra sul pianeta.
Secondo i dati presentati dal recente rapporto del The Climate Group la Cina sta rapidamente guadagnando la leadership mondiale nelle tecnologie verdi grazie soprattutto ai forti investimenti nelle rinnovabili. A partire dal fotovoltaico dove la metà dei pannelli solari venduti nel mondo sono di produzione cinese e passando per l’eolico, settore nel quale la Cina vede raddoppiare la sua crescita di anno in anno (tanto che un terzo della nuova capacità eolica mondiale del 2009 è stata installata sul suolo cinese).
Allo stesso modo la Cina sta compiendo notevoli passi avanti su settori della green economy quali l’edilizia verde (Pechino è intenzionato ad applicare standard di conservazione dell’energia alla metà dei futuri nuovi edifici a partire già dal 2010) e la mobilità sostenibile. Non è un caso che, secondo la rivista cinese Hurun, l’uomo più ricco di Cina sia Wang Chuanfu, la cui principale attività imprenditoriale è investire sulla produzione di auto a basso impatto ambientale.
D’altra parte la sfida principale che il colosso asiatico si trova ad affrontare è quella che si gioca sul campo dell’efficienza energetica in generale. Sarà da capire se le politiche di contenimento degli sprechi (la riduzione del 20% entro il 2010 dell’intensità energetica) basteranno a ridurre l’effetto serra di un paese che conta ancora sul carbone per oltre l’80% della sua produzione elettrica.
In questo senso la Cina scommette su sé stessa: da una parte rifiuta le imposizioni internazionali sui gas serra mantenendo una crescita economica costante; dall’altra rende sempre più verde il proprio sviluppo sfruttando le opportunità offerte dall lotta al global warming.